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Ricariche PostePay: cosa cambia da oggi

Da oggi probabilmente il vostro tabaccaio, ricevitore o edicolante di fiducia non vi farà più la ricarica postepay dicendo che il servizio non è disponibile e non saprà indicarvi una data di riattivazione dello stesso invitandovi ad andare in posta.

Perchè?

E’ molto semplice: con la nuova normativa antiriciclaggio (decreto legislativo 25 maggio 2017, n.90) si chiede ai soggetti che erogano questo servizio di compilare una scheda identificativa del cliente.

Significa, per ogni ricarica, dover compilare un modulo nel quale l’operatore segna data, indirizzo di residenza e codice fiscale del cliente in aggiunta all’inserimento dei consueti dati sul terminale. L’operatore è responsabile della correttezza dei dati forniti e deve verificarli ad ogni operazione. Si chiede quindi un aumento della burocrazia e del tempo di erogazione del servizio a fronte di un guadagno irrisorio sull’operazione di ricarica (aggio diminuito ben due volte durante gli ultimi 12 mesi, arrivando a circa 60 cents LORDI).
Oltretutto non esiste un database centralizzato ma ogni punto vendita risulta essere una cosa a sè, con il proprio archivio (cartaceo!!!) da mantenere e curare.
E non poteva mancare la fantasia tipica italiana dell’interpretazione della legge: alcuni provider hanno, si spera temporaneamente, creato il prestampato da compilare di cui ho parlato sopra mentre altri hanno rilasciato circolari in cui comunicano che non cambia nulla rispetto alla precedente procedura e che quindi il servizio va erogato esattamente come prima. Non ci siamo proprio!

Siccome con la normativa antiriciclaggio non si scherza e visto che la responsabilità resta del titolare del punto vendita è comprensibile che si preferisca sospendere l’erogazione del servizio in attesa di circolari e/o sistemi più chiari e utili piuttosto che rischiare qualche reato penale per pochi centesimi.

Ho parlato della postepay ma questo discorso vale per tutte le carte ricaricabili (a titolo di esempio: compasspay, qui multibanca, cartasi, vodafone smart pass, etc etc) anche se al momento manca una comunicazione ufficiale da parte di Lottomatica per le sue carte Lottomaticard.

Tutto questo per dire una cosa semplicissima: non arrabbiatevi con il commerciante che si rifiuta di erogarvi il servizio. Sta solo salvaguardando il suo tempo, la sua attività, la sua dignità e la sua fedina penale.
Al suo posto voi fareste lo stesso. Garantito!

E tu cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti e condividi il post sui social!
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