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E se Aruba prende fuoco…

…mezza Italia si ferma.  Questa notte verso le quattro è scoppiato un incendio nella sala UPS della webfarm di Aruba ad Arezzo.

Metà dei siti italiani, ad occhio, sono appoggiati in quella infrastruttura e il risultato è un down colossale. Forse mai visto prima in Italia.

Una semplice ricerca su twitter riporta infiniti risultati di clienti ovviamente incazzati che affermano di voler cambiare hosting. La cosa mi fa sorridere non poco forte di esperienze passate avute con Aruba (come ad esempio l’affermare assistenza tecnica 24h/24h e poi non avere un tecnico che capisse la differenza tra RedHat e Windows di sabato pomeriggio…).

Non me la prendo, troppo, con i clienti: alla fine si ricerca sempre l’hosting che costa meno e che parla la tua lingua. Ma di alternative ce ne sono. Di più valide a prezzi più o meno identici.

Ma è possibile che non abbiano previsto un piano di emergenza per questi casi? Chiedono ai clienti di aspettare e di aver pazienza. Ma che pazienza può avere chi sta perdendo soldi perchè il proprio portale e-commerce non è raggiungibile? L’inconveniente può succedere sempre, non si discute. Ma una ditta come Aruba che se la mena ovunque per i propri anni di esperienza non può collassare cosi per una sala ups che brucia. I casi sono due ora: o non ci sono piani di emergenza previsti oppure il danno è piu grave di quel che vogliono far apparire…

Ma forse, ad Aruba, lavorano davvero come facevano vedere negli spot….

 

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